Primo nel Veneto, ecco l’agente vigilatore del Consorzio Prosecco Doc

Il giovanissimo Consorzio di tutela della DOC Prosecco consegue un altro importante obiettivo. Primo nel Veneto nel settore vitivinicolo, adotta un Agente vigilatore con qualifica di agente di pubblica sicurezza. Iniziativa fortemente voluta da President

Treviso, 29 giugno 2013. “Data la recente emissione del decreto - chiarisce il Presidente del Consorzio di tutela della DOC Prosecco Stefano Zanette - la pubblicazione della lista degli agenti vigilatori non è ancora stata aggiornata nel sito del Ministero delle politiche agricole, ma di fatto si tratta del primo Agente vigilatore con qualifica di pubblica sicurezza nel comparto vitivinicolo nel Veneto”. I Consorzi riconosciuti e autorizzati dal MIPAAF hanno funzioni di tutela, promozione, valorizzazione, informazione del consumatore e di cura generale degli interessi relativi alle denominazioni. Ma, a partire dal marzo 2012, in virtù del decreto D.M. n° 22 possono svolgere anche azioni di vigilanza, tutela e salvaguardia della propria denominazione (nel nostro caso la DOC Prosecco) da espletare prevalentemente nella fase del commercio. Oltre a controllare i punti vendita (negozi, bar, ristoranti, enoteche) e rilevare eventuali irregolarità nella commercializzazione del Prosecco, l’Agente vigilatore del Consorzio, nel rispetto della normativa nazionale e comunitaria, segnalerà alle autorità preposte eventuali irregolarità al fine di porvi rimedio. Quindi, a seconda della natura dell'illecito - amministrativa o penale – esso verrà segnalato all'Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agro-alimentari (ICQRF) ed eventualmente al giudice. “A tal fine – prosegue il Presidente Zanette - il nostro Consorzio ha redatto il piano di vigilanza per l'anno 2013, pianificando l'attività di vigilanza sul territorio nazionale e stabilendo al contempo il limite di campioni prelevabili nell'ambito dei controlli. Infatti, qualora l’Agente vigilatore rilevasse dei comportamenti non corretti o dei prodotti sospetti , potrà anche effettuare il prelievo di campioni e procedere alle analisi, per lo svolgimento delle quali il Consorzio ha siglato un’apposita convenzione con l'ICQRF affinché vengano svolte presso i laboratori dello stesso Ispettorato. “In buona sostanza – precisa il Direttore Luca Giavi - il Prosecco Doc per essere venduto o somministrato come tale non può essere alla spina, né in caraffa e, anche se presentato in bottiglia, deve necessariamente riportare in etichetta la dicitura Prosecco DOC e la “fascetta” ovvero il contrassegno di Stato emesso dalla Zecca. Da parte nostra non si tratta di un atteggiamento di tipo vessatorio e tanto meno vorremmo fosse interpretato come persecutorio. Piuttosto di una lotta portata avanti per tutelare soprattutto i consumatori oltre che i nostri produttori”. “In tal senso – conclude il Presidente – chiediamo la collaborazione agli esercenti e agli operatori della filiera per fare sistema, tutti insieme, al fine di proteggere un prodotto diventato risorsa importante che va tesaurizzata a vantaggio dell’intero territorio”.